Colori, vibrazioni, energie e arte di medicina
Recenti studi (anno 2017) condotti da Darren Curnoe hanno confermato quello che molte donne avevano percepito e poi pensato. Nel paleolitico i dipinti rupestri erano realizzati prevalentemente da donne.
E anche allora i colori avevano un posto speciale in tali dipinti dalla forte componente simbolica ma non astrattiva, piuttosto si potrebbe definirla come spirituale.
La prima artista era donna, perché l’arte è strettamente collegata a diversi aspetti dell’essenza femminile, scrivendo ciò non si intende riferirsi a quella declinata in ruoli sociali, ci si richiama piuttosto a quella istintuale, spirituale e mistica, quella che fa della simbologia un linguaggio vero e proprio e dei colori un mezzo espressivo e anch’esso di linguaggio che può enfatizzare le simbologie stesse.
Nella storia successiva al periodo paleolitico le donne vennero progressivamente allontanate per poi venir escluse dal settore artistico per molti anni, basti pensare che l’accesso agli studi accademici era precluso alle donne fino a non molto tempo fa.
Questo avvenne perché dalla Grecia antica da cui a cascata derivarono le culture successive, emerse il concetto di genio, a cui la donna non poteva aspirare neanche lontanamente, geni erano solo gli uomini, e l’arte è stato uno dei modi attraverso cui hanno descritto le donne, una tra altre materie e pratiche.
La donna che riprende in mano questo strumento diventa quindi soggetto che descrive la vita, se stessa, la storia, il mondo perché l’arte è linguaggio accompagnato dai colori che ne vivificano i significanti, per questo in origine l’artista era donna.
Colori in alcune religioni
L’arte è, tra le altre cose, anche il luogo dei colori.
Il colore è sempre stato un mezzo espressivo impiegato in vari ambiti sociali, ad esempio in Egitto, presso la cultura predinastica e poi dinastica l’uso del colore era associato sia alla psicologia sia alla cosmo visione religiosa ma anche all’energia e quindi alle vibrazioni che i colori avevano.
In questa area del mondo, nell’epoca evidenziata il termine colore definiva la parola essere, probabilmente questa definizione è un retaggio di fasi storiche precedenti, la valenza del colore era quindi ancora considerata di estrema rilevanza, l’abitudine della sottolineatura in rosso deriva dall’Egitto dinastico, in questo periodo il colore rosso evidenziava gli errori mentre il nero acquisiva una valenza positiva.
Nel Libro dei Morti i colori richiamano a diversi passaggi da effettuare associando ogni cromia ad un passaggio rituale e a diversi oggetti.
Nella Grecia politeista i colori indicavano gli umori, il verde era associato alla lentezza, il blu alla melancolia, il giallo alla solarità e il rosso alla collera.
Il rosso ha assunto una simbologia negativa solamente da un certo periodo storico in poi, in origine questo colore era invece tra i più impiegati.
In Mesopotamia i colori erano associati ai pianeti, e assieme ai colori nella visione religiosa e astrologica rientravano il suono, la parola, i numeri e le forme.
Per i Fenici il nero ed il rosso erano colori importanti, impiegati per dipingere maschere da collocare nelle tombe.
Gli Etruschi associavano i colori ad animali o eventi atmosferici.
In Iran secondo i principi dello Zoroastrismo il colore interrompe la guerra tra bene e male ponendosi in mezzo come forza guaritrice e portatrice di equilibrio.
Vibrazioni cromatiche e percezioni
L’espressione artistica è fatta di vari mezzi espressivi costituiti a loro volta da più elementi che permettono propagazioni, componenti che generano molteplicità e differenze, il colore è già da solo linguaggio, quando viene associato alla forma espande significanti, come avviene in natura, casa dei colori e delle vibrazioni.
L’arte è vita e cura per gli stati del sentire, comunica, le vibrazioni cromatiche sono state impiegate in tecniche di cromoterapia, da tempi antichissimi e in vari luoghi del mondo.
Tutto ciò che viene percepito ha un agire, così il colore, così la forma, così il suono.
L’arte è uno strumento formidabile per dire, per dirsi, è linguaggio, e il colore la aiuta.
Segna-ture di Essenze...
Un giorno sfogliando un libro di storia dell’arte una ragazza allora ventenne si fermò su una pagina che conteneva l’immagine dell’arte rupestre eseguita nella Grotta di Altamira, i soggetti erano animali, una tipologia Creativa che la ragazza non riconduceva a quasi nulla di ciò che aveva studiato e le avevano fatto studiare fino ad allora, quell’immagine era un richiamo spirituale che poteva percepire chiaramente in lei pur non avendo dato un nome a tale percezione.
Allora la ragazza non le dette questa definizione infatti, non le diede nemmeno una definizione lasciò che il senso la facesse camminare verso l’esplorazione di quello che percepì come un mondo pieno di simbologie al cui interno si nascondeva un Anima differente dalle immagini successive soprattutto dei canoni artistici greci.

Il valore del simbolico-sciamanico da allora accompagnò la ricerca della ragazza che aveva trovato un frammento di grandezza nella vista di quella grotta. In quelle pitture Creative, esaltanti la vita Anima(le).
L’arte sciamanica affonda le sue Radici nella creatività , espandendo nell’immanenza e nella profondità espressiva creando un linguaggio simbolico ricco di sfumature Animiche e di richiami Ancestrali.
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