Le società antiche impiegavano un modo di comunicare che includeva il simbolico ispirato Creativamente dalla Madre Terra ovvero dal Femminino, le loro scritture vennero ampiamente descritte da Marija Gimbutas e tale sistema simbolico di linguaggio e scrittura veniva impiegato per sollecitare l’aspetto creativo del se, quelle fallocratiche invece hanno sempre più ridotto tale espressività (non lo definisco linguaggio perché il simbolico femmineo non era limitato alla parola o alla scrittura, era parte di un approccio esteso, un approccio appunto fondato sulla creatività e su una non divisione tra singolarità e cosmorealtà entrambe interconnesse alla Dea (Natura) e alle sue mani-fest-azioni, quindi alla sua sacralità ) a forme perentorie, lo stesso linguaggio indoeuropeo è impositivo mentre quello dell’antica Europa era multidimensionale, espansivo, abbondantemente creativo, simbolico e focalizzante, ma mai impositivo.
Il simbolico poi il maschile lo ha cementato nella coscienza sostituendo a quello Femmineo quello dell'ego (l'io seprato dal Mondo di un maschile che non è tale) annullando il rapporto tra i se ed il tutto nelle sue diversificazioni apponendovi l’ego, il grande divisore appunto, figlio del fallo che dividendo permette poi di apporre scale e gerarchie, questo lo fecero non solo tramite il linguaggio, ma il tutto è comunque rientrante nella sua colonizzazione.
Nell’immagine che segue
riporto alcune “lettere” di quella che era la scrittura simbolica dell’antica Europa prima che giungessero gli indoeuropei.
Riporto anche dei simboli non rientranti (a quel che ne so ma so di non sapere) nella scrittura, simboli ritrovati in vari luoghi del mondo, uno tra tutti il numero 3 e 6: labrys (farfalla) derivante dalla X, il cromosoma universale, come l’RH- è il sangue delle e dei donatrici/tori universali, il sangue antico pre indoeuropeo.
La X è la croce femminina, poi ci sono i due triangoli, partendo da quello con la punta verso il basso e aggiungendovi al di sotto quello con la punta verso l’alto si ritorna alla X, in alchimia il triangolo con la punta verso il basso indica la Terra.
Il simbolo n°10 è una spirale, uno dei simboli più impiegati e diffusi, i-scritto (in signo) su pietre in vari luoghi del mondo antico, è così impiegato perché indica l’Anima che ha un suo centro dal quale muove per tornare indietro, è il moto dell’energia questo (nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma), compreso benissimo da quella Tribù-nità in cui a gestire era il Principio Femmineo e che hanno definito primitive se si intende Prime hanno ragione, personalmente la chiamo la primeva e primordiale comunque fu la prima non civiltà , ne società ma Esistenza umana Immersa nell'Esistenza della Terra e dell'Universo.
Queste società tramite i simboli avevano compreso l’universo partendo da loro e da ciò che le/li circondava, il micro cosmo, le società involute devono usare mezzi sempre più artefatti per comprenderlo e sono ancora lontani dalla comprensione che avevamo quando a gestire il mondo era il principio femminino.
Il simbolo n°12 della scrittura antica dell’Europa è la svastica, da notare che è rivolta a Sinistra, da qui la (successiva) Via della Mano Sinistra (l’unica via iniziatica è quella Sinistra ovvero dell’Anima da svelare e conoscere, la Iside Velata l’hanno chiamata, e poi in vari altri modi, non esiste un via destra come non esiste una via secca, ne maschile, fatevene una ragione! la via Femminea integra il principio mascolino) e anche la svastica induista ha la punta verso Sinistra, i nazisti rivoltarono quello che era un simbolo di pace, sottraendolo al principio atavico femminino.
Perché la svastica ha e deve avere la punta superiore
verso Sinistra? rispondo così:
Se non mi immergo andando nelle Acque di Mnemosine in Vita non posso dire di essere viva, non muoio ma nemmeno sono Viva, bisogna tornare indietro per poter andare avanti (la spirale stessa chiede un ri-Volta-mento ovvero un ritorno indietro, la Grande Signora Volturnia Etrusca chiedeva lo stesso...), da qui la punta verso Sinistra, bisogna andare verso l’Interno per arrivare all’esterno e senza memoria (Mnemosine) non c’è svelamento della coscienza ne dell’Anima e non esiste storia.
Il simbolo n°11 con gli indoeuropei viene rigirato puntando verso l’alto, il simbolo n°5 è una palese ruberia e un riadattamento della croce femminea che veniva sbarrata al centro per ricordare la Crona e il suo moto, la X invece venne inscritta nel cerchio presso alcune popolazioni native, anche il cerchio è un simbolo femmineo.
Il simbolo n°7 la M ce la portiamo
dall’antica Europa ove vigeva il principio creativo femminino, la M
è l’Onda e come il n°11 è anche Serpente ovvero la Tellus, Con-Tatto Sacro con il moto della Terra tramite vibrazione (da principio fu il Suono), l'Onda è moto del luogo da cui proveniamo, l’Acqua, il bacino
primario e primevo, il simbolico femminino espande e ritrae perché nulla si crea e nulla si distrugge ma con la Morti-Fera tutto si trasforma dal e nel vuoto-nulla (Te Kore-Nous e lì dobbiamo fare ritorno...).
Vivere nell'impero dell'ego è non vivere.
L'Anima vivifica i Corpi.
La donna ha dimenticato chi è abitando la colonizzazione dell'ego e quindi non vivendo.
I simboli del Femminino, nel loro principio creativo e sciamanico (e quindi di Cosmo Visuale) possono aiutarci ma solo se è l'Anima a comprenderli e ad integrarli in Se.
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Spiritualità Ancestrale Radicata
Libro consigliato: Marija Gimbutas - Il Linguaggio della Dea

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